Dove siamo

Villa Latina a 412 metri sul livello del mare, è tra i paesi più importanti della Valle di Comino incastonata nel lembo più meridionale del Lazio ai confini con le Regioni Molise ed Abruzzo. Questo territorio, anche se ciò non traspare immediatamente al visitatore, è inciso dalle vestigia di grandezze scomparse; qui Roma ha infatti lasciato nobili tracce, costituite dall’acquedotto che approvvigionava le ricche domus della città di Atina, la quale iniziava la propria corsa proprio da questi monti, ricchi di acque sorgive di ottima qualità. In origine si chiamava Agnone ed era una piccola frazione di Atina; del primo insediamento si hanno notizie solo a partire dal IX secolo, ma è certo che l’area fosse abitata anche in epoca precedente. Era casale di Atina già nel medioevo e lo è stato fino alla prima metà del XIX secolo; si è distaccato come comune autonomo nel 1832, fortemente accresciuto come numero degli abitanti, ed assume l’attuale denominazione di Villa Latina nel 1862. E’ terra di emigranti, come del resto tutta la Valle di Comino; già prima della guerra mondiale del 1915-18 l’emigrazione era notevole ed era diretta soprattutto oltreoceano (Stati Uniti, Canada, Venezuela). Dopo gli anni cinquanta ci fu invece un secondo grande flusso migratorio verso il nord Europa, soprattutto Gran Bretagna e Belgio, dove furono impiantate prevalentemente attività di ristorazione e gelateria ancora attive. Un tempo il paese viveva essenzialmente di agricoltura ed il territorio è ancora oggi destinato in parte al pascolo, con larghe estensioni coltivate a grano, mais, legumi, patate ecc.; vi erano mandrie di mucche e numerosi greggi di ovini che si spostavano fin sotto la catena montuosa delle Mainarde. Fino agli inizi del Novecento, specialmente le donne che svolgevano un ruolo fondamentale nella conduzione familiare, indossavano ancora i costumi tradizionali con quel  portamento quasi regale che traeva nobiltà dalla discendenza storica. Dalle  mani sapienti degli artigiani del legno nasceva infine la zampogna originaria del luogo, con lavorazione lunga e faticosa guidata da particolari attrezzi tutti costruiti a mano dagli artigiani stessi; lo strumento è ormai noto in tutto il mondo in coppia con la ciaramella secondo una tradizione che i suonatori di Villa Latina ancora conservano e tramandano ai loro figli. In questi ultimi anni si sta cercando di incentivare con corsi di formazione e riproporre a tutti i giovani quest’antichissima arte, già raccontata nelle pagine in cui Svetonio parla di Nerone come di un "utricularius" (suonatore di otri in quoio).

 

 

Come raggiungerci:

Da Roma:
Autostrada A1 uscita casello di Ferentino, Superstrada Ferentino - Sora, Superstrada Sora - Cassino direzione Cassino uscita Atina inferiore, indicazioni.
Da Napoli:
Autostrada A1 uscita casello di Cassino, Superstrada Cassino - Sora direzione Sora uscita Atina inferiore, indicazioni.
Da Latina:
Frosinone, Superstrada Frosinone - Sora, Superstrada Sora - Cassino direzione Cassino uscita Atina inferiore, indicazioni.
Dall’ Abruzzo:
Superstrada Avezzano - Sora - Cassino uscita Atina inferiore, indicazioni.
Dal Molise:
Superstrada Venafrana, S. S. Casilina, Super strada Cassino - Sora direzione Sora uscita Atina inferiore, indicazioni.

 

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